Uzbekistan la nuova stella del turismo globale: Crescita record, patrimonio millenario e nuove rotte – perché il mondo sta riscoprendo il cuore dell’Asia Centrale
Negli ultimi anni il turismo internazionale ha attraversato una delle fasi più complesse della sua storia recente. La pandemia globale ha interrotto flussi, modificato abitudini e imposto una profonda riflessione su modelli, sostenibilità e qualità dell’esperienza di viaggio. In questo contesto di ricostruzione graduale e selettiva, alcuni Paesi sono riusciti non solo a recuperare terreno, ma a compiere un vero salto di qualità. Tra questi, l’Uzbekistan emerge oggi come uno dei casi più sorprendenti e significativi.
Secondo i dati ufficiali di UN Tourism, l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, l’Uzbekistan è entrato nel Top 7 dei Paesi al mondo con i più alti tassi di crescita del turismo internazionale nel periodo gennaio–settembre 2025. Un risultato che non è frutto del caso, ma l’esito di una strategia coerente, di riforme strutturali e di una valorizzazione intelligente di un patrimonio storico e culturale unico.
Una crescita che supera le medie globali
Nel periodo considerato, il flusso di turisti stranieri in Uzbekistan è aumentato del 73% rispetto ai livelli del 2019, anno di riferimento pre-pandemico. Per confronto, nello stesso arco temporale il turismo globale ha registrato una crescita media di circa 5%, segnale di una ripresa ancora prudente e disomogenea. Il dato uzbeko risalta quindi non solo per il valore assoluto, ma soprattutto per la sua intensità e continuità.
Nel contesto del regione europea UN Tourism, l’Uzbekistan ha ottenuto risultati ancora più rilevanti: secondo posto per tasso di crescita rispetto al 2019 e Top 4 delle destinazioni con la crescita più rapida nel 2025, con un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che certificano l’ingresso definitivo del Paese nelle rotte turistiche internazionali a lungo raggio.
2025: un anno di record storici
Il 2025 si sta affermando come un anno spartiacque per il turismo uzbeko. Nei primi undici mesi dell’anno, il Paese ha accolto oltre 10,7 milioni di visitatori internazionali, superando per la prima volta soglie che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili. A partire da aprile, il flusso mensile ha stabilmente superato un milione di turisti, un evento senza precedenti nella storia del Paese.
Parallelamente, i ricavi derivanti dall’export di servizi turistici hanno superato i 4,4 miliardi di dollari, confermando che la crescita non è solo quantitativa, ma anche economica. L’aumento della permanenza media, la diversificazione dell’offerta e la crescita dei segmenti premium stanno contribuendo a un valore aggiunto sempre più elevato.
Le basi del successo: riforme, accessibilità e visione
Dietro questi risultati si trova una politica turistica di lungo periodo, fondata su tre pilastri principali: semplificazione dei visti, miglioramento dell’accessibilità e promozione internazionale mirata.
Negli ultimi anni l’Uzbekistan ha progressivamente introdotto regimi visa-free o visti elettronici semplificati per un numero crescente di Paesi, riducendo drasticamente una delle principali barriere all’ingresso. Allo stesso tempo, il potenziamento delle rotte aeree, l’apertura di nuovi collegamenti diretti e il miglioramento delle infrastrutture aeroportuali hanno reso il Paese molto più accessibile dall’Europa, dal Medio Oriente e dall’Asia.
Sul fronte della promozione, l’Uzbekistan ha abbandonato una comunicazione generica per adottare un marketing territoriale più sofisticato, incentrato su cultura, autenticità e qualità dell’esperienza. Il Paese non si presenta più solo come “terra della Via della Seta”, ma come una destinazione contemporanea, sicura e sorprendentemente versatile.
Samarcanda: il cuore simbolico della Via della Seta
Tra le destinazioni più iconiche spicca Samarcanda, una delle città più antiche del mondo ancora abitate. Il suo nome evoca immediatamente carovane, scambi culturali e splendore architettonico. Il Registan, con le sue tre madrase monumentali, rappresenta uno dei complessi urbani più straordinari dell’architettura islamica. Samarcanda non è un museo a cielo aperto, ma una città viva, dove il passato dialoga costantemente con il presente.
Bukhara: spiritualità e architettura senza tempo
A ovest, Bukhara offre un’esperienza completamente diversa, più intima e contemplativa. Con oltre 140 monumenti storici protetti, Bukhara è stata per secoli uno dei principali centri religiosi e intellettuali del mondo islamico. Il complesso del Poi Kalon, le madrase di Ulugh Beg e Abdulaziz Khan e i caravanserragli trasformati in botteghe artigiane raccontano una città che ha saputo preservare la propria anima.
Khiva: una città-museo perfettamente conservata
Nel nord-ovest del Paese, Khiva rappresenta forse l’esempio più completo di città fortificata della Via della Seta. Il centro storico di Itchan Kala, racchiuso da mura di fango alte dieci metri, è un insieme coerente di palazzi, moschee e minareti che sembra sospeso nel tempo. Visitare Khiva significa camminare dentro una narrazione storica continua, dove ogni edificio contribuisce a un racconto unitario.
Tashkent: modernità e memoria sovietica
Capitale e principale porta d’ingresso del Paese, Tashkent sorprende per il suo volto moderno. Ricostruita dopo il terremoto del 1966, la città combina architettura sovietica, nuovi quartieri contemporanei e spazi verdi. Musei, teatri, ristoranti e una metropolitana decorata come una galleria d’arte rendono Tashkent un hub culturale e logistico sempre più apprezzato dai viaggiatori internazionali.
Oltre le città storiche: natura, gusto ed esperienze autentiche
Accanto ai grandi centri storici, l’Uzbekistan sta sviluppando con successo forme di turismo complementari. Il turismo ecologico sta crescendo rapidamente nelle regioni montane del Tien Shan e del Pamir-Alai, dove trekking, villaggi rurali e ospitalità familiare offrono esperienze sostenibili e immersive.
Parallelamente, il turismo gastronomico sta emergendo come uno dei segmenti più promettenti. La cucina uzbeka, con piatti come il plov, i manty e il samsa, è oggi valorizzata non solo come tradizione domestica, ma come esperienza culturale completa, spesso accompagnata da laboratori culinari e visite ai mercati locali.
Un pubblico sempre più internazionale
Un altro segnale importante è l’aumento costante dei visitatori provenienti da mercati lontani, in particolare Europa occidentale, Nord America e Asia orientale. Questo indica che l’Uzbekistan non è più percepito come destinazione regionale o di nicchia, ma come scelta consapevole per viaggiatori esperti, alla ricerca di autenticità e profondità culturale.
La crescente presenza di hotel di standard internazionale, tour operator specializzati e guide multilingue sta contribuendo a rafforzare la competitività del Paese sul mercato globale.
Una strategia che guarda al futuro
Il successo attuale non viene interpretato dalle autorità come un punto di arrivo, ma come una base per uno sviluppo più equilibrato. La priorità dichiarata è mantenere la crescita evitando l’overtourism, puntando su qualità, formazione professionale e tutela del patrimonio.
Secondo UN Tourism, il caso dell’Uzbekistan rappresenta un esempio di ripresa strutturata, basata su riforme reali e su una visione di lungo periodo. In un mondo in cui il turismo cerca nuove direzioni, il Paese centroasiatico offre una risposta credibile e affascinante.
L’Uzbekistan come nuova destinazione di riferimento
I dati del 2025 confermano ciò che molti viaggiatori avevano già intuito: l’Uzbekistan è pronto. Pronto ad accogliere, a raccontarsi, a sorprendere. Con le sue città leggendarie, i paesaggi ancora intatti, una cultura millenaria e un approccio moderno all’ospitalità, il Paese si sta affermando come una delle destinazioni più interessanti del turismo internazionale contemporaneo.
Per chi cerca qualcosa di più di una semplice vacanza, l’Uzbekistan non è una moda passeggera, ma una scoperta destinata a durare.
